Casella di testo: M
Casella di testo: Granma
Casella di testo: 7
Casella di testo:  Nella realizzazione dell’album vi siete avvalsi della collaborazione di elementi della Spasulati Band e del gruppo folk “Avulli” 
Le collaborazioni con la Spasulati Band sono molte di più che quelle presenti nel CD “Rockarbёresh”. Vorrei ricordare che i ragazzi della Spasulati sono cresciuti all’interno della Peppa Marriti Band. Come dicevo prima, ci sono stati periodi che i musicisti erano in comune tra i due gruppi e questo ha portato sempre ad una collaborazione tra di noi.  Anche con il gruppo folk “Avulli” si collabora per alcuni versi. Loro sono cultori delle nostre tradizioni e spesso io li accompagno con la chitarra nelle loro esibizioni oltre al fatto che Rita Guido (mia moglie), fa parte del gruppo come cantante e abbiamo pensato che loro potevano  ben interpretare il Vjersh tradizionale di “Rrini mirё se jam e vemi”.
Quanto ha influito la tradizione musicale arbёresh nel vostro modo di fare musica?
A dire la verità, dal punto di vista musicale, molto poco. La nostra musica è il rock, usiamo chitarre, basso, batteria, tastiere ecc. quindi un sound tipicamente rock; su questa base musicale si canta in lingua “Arbёresh”. Però devo dire che in alcune nostre canzoni c’è un velo di tristezza che viene fuori, come in molte canzoni tradizionali della cultura Italo-Albanese, e  rispecchia lo stato di profughi, di chi ha dovuto abbandonare la propria patria, anche se questo è successo più di cinque secoli fa. 
E’ possibile secondo te attraverso l’uso della musica tramandare gli usi e costumi della cultura Arbёresh?
Io penso che la musica, o precisamente il canto, ha avuto un’importanza fondamentale nel tramandare la nostra cultura. E’ importante  ricordare che la cultura “Arbёresh” è una cultura orale ed i canti sono stati sempre usati per sottolineare le varie cerimonie della vita quotidiana presso le nostre comunità. Un discorso diverso, invece, riguarda la musica che ha avuto una evoluzione storica comune ad altri. L’uso di strumenti come l’organetto, la fisarmonica, la chitarra sono comuni alla musica popolare calabrese, italiana od europea del tutto. Noi, in fondo, non facciamo altro che portare avanti nel tempo la musica “Arbёresh” in una naturale evoluzione che è comune a tutte le culture. 
Quanta politica c’è nei testi della Peppa?
Dipende da cosa si intende per politica. Sicuramente non c’è una politica legata a schieramenti partitici; penso che dai nostri testi escono fuori valori come la pace, l’amore, l’amicizia, il rispetto per l’ambiente, la mancanza del lavoro, le frustrazioni quotidiane ecc., che sono comuni ad una certa area politica. Comunque riteniamo che la musica non ha barriere politiche, una canzone può essere ascoltata ed apprezzata a prescindere dall’idea politica di chi l’ascolta; la musica è un messaggio universale che parla tutte le lingue del mondo e viene recepita a prescindere da tutto ciò.
Mi piacerebbe concludere l’intervista come fate voi quando terminate una vostra esibizione, con il titolo dell’ultimo pezzo contenuto nell’album. Di certo non voglio intonarlo ma solo citarlo. “Rrini mire se jam e vemi”.
Damiano Cozzolino                                                                          Casella di testo: “…….Rrini mirё se jam e vemi”.